ARTE STORTA - POP NAIF RADICALE


L’Arte Storta nasce dalla consapevolezza che la forma non è mai stabile.


Arte Storta Manifesto

Il Pop Naïf Radicale non nasce dall’ingenuità,
ma dalla consapevolezza che la forma non è mai stabile.

Rifiutiamo l’idea di una visione corretta,
di un segno giusto,
di una bellezza normalizzata.
Ogni sguardo è parziale.
Ogni immagine è una deformazione del reale.

Il naïf, per noi, non è regressione ma scelta.
È il ritorno a un linguaggio essenziale,
diretto, non mediato,
capace di dire molto con poco
e di colpire prima di spiegare.

Il pop non è uno stile decorativo.
È un patrimonio comune:
icone quotidiane, simboli poveri,
mitologie minori che abitano la memoria collettiva.
Usiamo ciò che tutti riconoscono
per dire ciò che pochi osano mostrare.

Nel Pop Naïf Radicale l’errore è linguaggio.
La sproporzione è struttura.
Il gesto non si corregge, si afferma.
La pittura non cerca equilibrio ma necessità.

L’Arte Storta è una posizione etica.
Accetta la deviazione come verità,
la fragilità come forza,
l’imperfezione come condizione naturale dello sguardo.

Non esistono gerarchie tra alto e basso,
tra disegno e pittura,
tra sacro e profano.
Tutto convive nello stesso spazio,
come convive nella vita reale.

Il colore è emotivo, diretto, non addomesticato.
Non serve a piacere,
serve a testimoniare.

Il Pop Naïf Radicale non racconta storie ordinate.
Attiva riconoscimenti.
Non consola.
Non educa.
Non semplifica.

Rivendichiamo il diritto
di essere infantili senza essere ingenui,
popolari senza essere populisti,
semplici senza essere superficiali.

Questa non è un’arte da spiegare.
È un’arte da attraversare.

Esiste perché deve esistere.
E questo è sufficiente


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PRESENTAZIONE PROFESSIONALE


Armando Borrelli sviluppa la propria ricerca all’interno della corrente da lui definita Pop Naïf Radicale – Arte Storta, una pratica pittorica che mette in discussione l’idea di forma stabile e di visione oggettiva.


La sua esperienza percettiva non standard lo ha portato a una profonda consapevolezza dell’instabilità dello sguardo: nelle sue opere la deformazione non è errore, ma linguaggio. La sproporzione diventa struttura, il segno apparentemente infantile si trasforma in scelta consapevole.


Attraverso un uso diretto del colore, figure volutamente irregolari e riferimenti alla cultura popolare e quotidiana, Borrelli costruisce una mitologia domestica contemporanea, dove alto e basso, pittura e disegno, istinto e riflessione convivono senza gerarchie.


Il suo lavoro non cerca la perfezione formale, ma un’autenticità visiva capace di restituire la realtà nella sua complessità e fragilità


ARMADO BORRELLI bio 

Pop Naïf Radicale – Arte Storta


Armando Borrelli nasce a Napoli il 31 maggio 1974. Fin dall’infanzia sviluppa una pratica costante del disegno, partecipando già in giovane età a mostre e iniziative espositive. Dal 1989 al 1993 frequenta l’Istituto Statale d’Arte “F. Palizzi” di Napoli, formazione che consolida le basi tecniche della sua ricerca pur orientandolo verso una scelta precisa: sottrarsi a un percorso accademico tradizionale per preservare un linguaggio più diretto, illustrativo e istintivo.


Negli anni successivi partecipa a mostre indipendenti ed espone in diversi spazi culturali napoletani, tra cui Grenoble, Cappella Pappagoda e il Goethe-Institut. Parallelamente sviluppa un’intensa attività nel campo dell’illustrazione, collaborando con committenze private, aziende ed editori, affinando un segno riconoscibile, sintetico e narrativo.


Un percorso oncologico modifica profondamente la sua percezione visiva, conducendolo a una condizione di ipovisione. Questo passaggio non rappresenta una cesura ma una trasformazione strutturale della sua ricerca. La consapevolezza dell’instabilità dello sguardo diventa il nucleo teorico della sua pratica: la forma non è più un dato da correggere ma una realtà da attraversare.


Da questa riflessione nasce il Pop Naïf Radicale – Arte Storta, una posizione artistica che assume la deformazione come linguaggio e l’imperfezione come categoria estetica. Il segno apparentemente infantile è frutto di una scelta critica; la sproporzione diventa struttura; l’iconografia popolare si trasforma in mitologia contemporanea.

Espone le sue moltitudini in Francia, a Briancon, nel 2026

Nel 2023 espone a Torino presso lo Spazio Ingenio con la mostra Moltitudini, ottenendo un significativo riscontro di pubblico e critica locale: l’intera produzione presentata viene acquisita.La ricerca di Borrelli si colloca oggi in una zona di tensione tra figurazione popolare, gesto primario e riflessione percettiva, proponendo una pittura che non ricerca armonia ma autenticità, non equilibrio ma presenza.







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